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Agrigento: perdersi in manicomio

10 gennaio 2012

 

Follia, ovvero il pianeta degli uomini invisibili.

[ ...riconoscere la follia là dove essa ha origine, come dire, nella vita ]

«Io ho detto che non so che cosa sia la follia. Può essere tutto o niente. E’ una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia. Invece questa società riconosce la follia come parte della ragione, e la riduce alla ragione nel momento in cui esiste una scienza che si incarica di eliminarla. Il manicomio ha la sua ragione di essere, perché fa diventare razionale l’irrazionale. Quando qualcuno è folle ed entra in un manicomio, smette di essere folle per trasformarsi in malato. Diventa razionale in quanto malato. Il problema è come sciogliere questo nodo, superare la follia istituzionale e riconoscere la follia là dove essa ha origine, come dire, nella vita.»

Franco Basaglia

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Settimana Santa in Sicilia

10 dicembre 2011

“Se non quel tanto di religione atavica che si vedeva nella paganità (…) alla quale si aggiunge una ugualmente atavica contemplazione della morte. (…) Una festa religiosa in Sicilia è tutto tranne che una festa religiosa. E’, innanzi tutto, un’esplosione esistenziale; l’esplosione dell’es collettivo, in un paese dove la collettività esiste solo a livello dell’es. Poiché è soltanto nella festa che il siciliano esce dalla condizione di uomo solo, che è poi la condizione del suo vigile e doloroso super-io, per ritrovarsi parte di un ceto, di una classe, di una città”.

Leonardo Sciascia

Agrigento 2007

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Feste religiose in Sicilia

13 novembre 2011

 

Sicilia. Il rito, il sacro, il miracolo, il sogno, l’estasi: la festa.

“Per me che uso la macchina fotografica è interessante uscire dal piano orizzontale della realtà, avere la possibilità di un dialogo stimolante perché le immagini abbiano un respiro irripetibile. Riscrivere le cose cambiando il segno, la conoscenza abituale dell’oggetto, dare alla fotografia una pulsazione emozionale tutta nuova.
Il linguaggio diventa traccia, necessità, spirito dove la forma si sprigiona non dall’esterno, ma dall’interno in un processo creativo.
Lo sfocato, il mosso, la grana, il bianco mangiato, il nero chiuso sono come esplosione del pensiero che dà durata all’immagine, perché si spiritualizzi in armonia con la materia, con la realtà, per documentare  l’interiorità, il dramma della vita. Nelle mie foto vorrei che ci fosse una tensione tra luce e neri ripetuta fino a significare. Prima di ogni scatto c’è uno scambio silenzioso tra oggetto e anima, c’è un accordo perché la realtà non esca come da una fotocopiatrice, ma venga bloccata in un tempo senza tempo per sviluppare all’infinito la poesia dello sguardo che è per me forma e segno dell’inconscio. Il linguaggio è così la coscienza espressiva interna che ha accarezzato la realtà pur rimanendo fuori, è l’attimo originale, testimone di una realtà tutta mia, un prelievo fatto sotto la pelle dell’oggetto, guidato fuori dalle regole per una libertà che è anche allargamento alle possibilità del reale.”

Mario Giacomelli

Agrigento 1998

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Agrigento. San Calò, il santo nero.

10 novembre 2011

E’ necessario sentirsi coinvolti in quello che si ritaglia attraverso il mirino. Fotografare è riconoscere nello stesso istante e in una frazione di secondo un fatto e l’organizzazione rigorosa delle forme percepite visualmente che esprimono e significano quel fatto. E’ mettere sulla stessa linea di mira la testa, l’occhio e il cuore. E’ un modo di vivere”

Henry Cartier-Bresson


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Nepal

20 settembre 2011

Fotografare significa gustare intensamente ogni centesimo di secondo della vita, anche quando ha un sapore amaro. E se il gusto della vita decresce le fotografie impallidiscono.

Marc Riboud

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India

10 settembre 2011

“Chi ama l’India lo sa: non si sa esattamente perché la si ama. E’ sporca, è povera, è infetta; a volte è ladra e bugiarda, spesso maleodorante, corrotta, impietosa e indifferente. Eppure, una volta incontrata non se ne può fare a meno. Si soffre a starne lontani. Ma così è l’amore: istintivo, inspiegabile, disinteressato.”

Tiziano Terzani

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Paris

27 agosto 2011

“Le fotografie possono essere ricordate più facilmente delle immagini in movimento, perchè sono una precisa fetta di tempo anzichè un flusso. Ogni fotografia è invece un momento privilegiato, trasformato in un piccolo oggetto che possiamo conservare e rivedere.”

Susan Sontag



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Omaggio a Robert Doisneau

7 agosto 2011

“Le souvenir de ces moments est ce que je possède de plus précieux. Peut-etre à cause de leur rareté. Un centième de seconde par-ci, un centième de seconde par-la, mis bout à bout, cela ne fait jamais qu’une, deux, trois secondes chipées à l’éternité.”

Robert Doisneau

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Marocco

27 luglio 2011

“Non esiste la fotografia artistica. Nella fotografia esistono, come in tutte le cose, delle persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare.”
Nadar

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