Skip to content

Bio

Lillo Rizzo è nato a Racalmuto (Ag) nel 1960. Fotografo dal 1984, attualmente vive a Parigi.
Ha realizzato diversi reportage in Italia, Marocco, Nepal, India, privilegiando la foto sociale, senza rinunciare a una complessa tessitura formale, ad eleganti e sofisticate asimmetrie, ad un’arguzia spiazzante.
Tra il 2004 e il 2005 ha viaggiato in America Latina, percorrendo le strade dell’Argentina, della Bolivia, del Perú e dell’Ecuador. Per mesi ha fotografato la realtà più trascurata e nascosta, fermando in immagini i drammi e le tragedie dei migliaia di latinoamericani senza diritti.
Era il 1984 quando Lillo Rizzo, in occasione del suo primo viaggio in Marocco, entrò in un caffè. Aveva da pochi mesi comprato la sua prima macchina fotografica, una Yashica manuale, e probabilmente non riusciva a convincersi del tutto che quello che vedeva dentro l’obiettivo fosse la vecchia e spesso scorbutica realtà. Un po’ si incantava per istinto di vero fotografo, un po’ si attardava per imperizia. Il tempo che trascorreva tra il suo primo sguardo dentro il mirino e il clic scivolava così in modo pericolosamente lento.
Da quel tardo pomeriggio di luglio sono passati più di vent’anni durante i quali la realtà del mondo è cambiata. E, naturalmente, anche Lillo Rizzo in questi anni è cambiato, è cresciuto come fotografo. Adesso lavora per diversi giornali e periodici nazionali e internazionali, ha fatto molte mostre, ha vinto premi e collezionato cataloghi. E non perde più tempo per mettere a fuoco e decidere l’inquadratura.
Nonostante siano passati più di vent’anni  e Rizzo abbia scelto la strada del fotogiornalismo, i suoi scatti realizzati durante questo lungo periodo sembrano schermare il tempo trascorso e le trasformazioni avvenute sia nella realtà di ogni situazione fotografata che nel suo modo di fotografare. Si riconosce ancora la sua antica attitudine ad adattarsi, a sostare, in attesa dello scatto. Solo che adesso la lentezza del gesto fotografico non è più il limite di un’imperizia manuale ma la virtù di un fotografo che conosce bene la pazienza nervosa e la lucida eccitazione dell’attesa. Ciò che interessa a Rizzo è meno la correttezza della struttura compositiva, l’equilibrio dell’inquadratura, che il suo rapporto con l’evento che vi accadrà, spesso con effetti di complicazione formale al limite della rottura, del definitivo squilibrio. E’ qui che l’immagine fotografica trapassa nella visione e si annienta, si cancella come fotografia, rinnovando così lo scacco imposto dalla vita al nostro sforzo di darle forma e senso.
Qui si compie e si può cogliere la specificità del suo linguaggio fotografico.
Rizzo sta dalla parte di chi si ostina a rifare il mondo rappresentandolo, sia pure con la consapevolezza della provvisorietà e fragilità dell’equilibrio perseguito dall’immagine fotografica. Egli appartiene a quel residuo di umanità che non si rassegna e non si adegua al declino del reportage come genere fotografico.

MOSTRE E PUBBLICAZIONI

1991    Verso Benares, ed. Centro Culturale P.P.Pasolini, Agrigento.
1992    Il Santo Nero, ed. Atenea, Agrigento.
1993    Perdersi in manicomio, ed. Pungitopo, Marina di Patti, Messina.
1994    San Calò, in “Sudovest”, IV, Agrigento.
Immagini per una campagna elettorale, ed. Museo Ken Damy, Brescia.
1995    Mandorlo in foto, ed. Ila Palma, Palermo.
Religiosità popolare in Sicilia, ed. Accademia di Studi Mediterranei, Agrigento.
1996    Namaste, ed. Centro Culturale P.P.Pasolini, Agrigento.
Sicilia. Il rito, il sacro, il miracolo, il sogno, l’estasi: la festa, ed. Comune Joppolo Giancaxio, (Ag)
1997 – 2008  Collettive;
1998   Agrigento: nei campi dei senza nome, ed. Biblioteca delle differenze, Palermo.
2000   L’altra estate, dans “Fuorivista”, a. II, n. 2, Agrigento.
2002   Marocco: 1985 – 2001, ed. Centro Culturale P.P.Pasolini, Agrigento.
2004   Photos sur l’immigration clandestine en Sicile, dans “Horizon”, n.67, ed. CLAE, Lussemburgo.
2007   Mostra permanente presso la galleria “Photo4”, 4 rue Bonaparte, Parigi.
2008   Mostra “MIGRANTI” presso il Centro Civico di Cervignano del Friuli.

COPERTINE

2001   “I colori della letteratura”. Un’indagine sul caso Camilleri , de Simona Demontis, Rizzoli, (Mi)
2002   “Autobiografie negate, de Federica Sossi,  Manifestolibri, Roma.
2004   “Io clandestino”, foto copertina per l’Espresso e reportage di Fabrizio Gatti.
2008   “Carceri”, foto copertina per l’Espresso.

COLLABORAZIONI

1984 – 1994:  “La Sicilia” – quotidiano nazionale;
1992 –  1994  “Suddovest” – trimestrale;
1998 – 2000:   “ANSA photo” ;
1999 – 2002:  “Fuorivista” –  mensile;
2002 – 2005:   Agenzia fotogiornalistica “Emblema”
dal 1994 a oggi:  “La Repubblica”; “Il Giornale”; “Corriere della Sera” ; “Il Manifesto”; “Liberazione”; “Diario”; “L’Espresso”; “Il Venerdì di Repubblica”; “Narcomafie”.

Fotografo free-lance “globe-troter”.

PREMI

1995  Primo premio della rivista “Tutti i fotografi” per i suoi reportage in India e Nepal.
Diversi riconoscimenti per i suoi reportage sociali.

Alcune sue foto fanno parte della collezione del Museo Ken Damy di Brescia.